Sommario
Istruzioni per l'uso
Linee guida in sintesi
Principi generali
Strategie terapeutiche
- - Fenotipo IIa
(C-LDL elevato, trigliceridi normali)
- - Ipercolesterolemia
refrattaria
- Ruolo della
LDL aferesi
- - Fenotipo IIb
(C-LDL e trigliceridi elevati)
- - Fenotipo IV
e V
- - Problemi della
terapia dell'ipergtrigliceridemia
- - Bassi livelli
di HDL
- - Diabete
Impiego dei farmaci
- - Resine sequestranti
- - Statine
- Fibrati
- Terapia mista
- Controlli di
laboratorio
- Costi della
terapia
Le spiegazioni per il paziente
- - I trigliceridi
- - Il rischio
cardiovascolare
Istruzioni per l'uso
La terapia farmacologica
delle dislipidemie costituisce un complemento e non un sostituto
della dieta, del controllo del peso e dell'esercizio fisico.
E' necessario considerare con attenzione una serie di fattori prima
di intraprendere la terapia farmacologica. Nella valutazione dei
benefici relativi della terapia farmacologica, è cruciale
definire il rischio cardiovascolare individuale globale. Il rapporto
rischio/beneficio è una cosiderazione fondamentale se si
tengono presenti i potenziali effetti avversi, la durata del trattamento
(di solito cronico) ed i costi.
La terapia farmacologica
è riservata ai pazienti che rimangono ad alto rischio dopo
aver attuato tutti gli sforzi per normalizzare i livelli lipidici
mediante l'intervento dietetico e altri cambiamenti dello stile
di vita.
I livelli di inizio del trattamento indicati nelle Figure non sono
valori assoluti e devono essere interpretati sempre nel contesto
del giudizio clinico del singolo paziente. Nei casi gravi la terapia
deve essere intrapresa immediatamente. Più elevato è il rischio cardiovascolare
di un individuo, più breve sarà la fase di intervento
sulle abitudini di vita.
I goals terapeutici
non sempre si riescono a raggiungere, questo può succedere,
in particolare, nelle forme severe di ipercolesterolemia. I goals
di riduzione delle LDL sono più bassi per i pazienti in prevenzione
secondaria.
Le forme severe
di ipertrigliceridemia vanno trattate immediatamente per il rischio
di pancreatite.
Linee guida in sintesi (NCEP, 1990 e 1993)
Quando iniziare,
quali obiettivi considerare?



Principi generali
- Definire i livelli lipidici di partenza
con almeno due determinazioni di laboratorio (eseguendo il prelievo
venoso dopo 12-14 ore di digiuno).
- Disporre di alcuni parametri biochimici
di base (indici di funzione epatica e tiroidea, esame urine per
la proteinuria) che permettano di escludere cause secondarie di
dislipidemia
- Proseguire con il rinforzo della dieta.
- Disporre della misurazione del colesterolo
totale e LDL (Friedewald), trigliceridi e HDL.
- Assegnare il fenotipo ed identificare
l'anomalia lipidica da correggere.
- Selezionare il farmaco in rapporto all'anomalia
lipidica.
- Dopo aver iniziato il trattamento, controllare
i parametri lipidici ad intervalli di 1-2 mesi fino a quando non
sono stati raggiunti i goals terapeutici.
- Raggiunti i goals terapeutici, programmare
i controlli clinici e di laboratorio ogni 4-6 mesi.
- Se i goals non vengono raggiunti, prendere
in sonsiderazione: il cambiamento del farmaco, la terapia con
più farmaci o l'invio in un centro pecialistico.
Cause secondarie
di iperlipidemia
- Strettamente correlati con i
numerosi fattori di rischio di CHD sono le condizioni capaci di
causare iperlipidemie, quali obesità, diabete mellito,
ipotiroidismo e sindrome nefrosica; abuso di alcol; terapia con
estrogeni per via orale, isotetrinoina, setralina cloridrato,
inibitori delle proteasi HIV, antagonisti beta-adrenergici, glucocorticoidi,
ciclosporina, diuretici tiazidici.
- In generale, ugnuna di queste
condizioni dovrebbe essere trattata ed ogni farmaco interferente
sospeso prima di intraprendere un programma di trattamento dei
lipidi.
- I pazienti con dislipidemia
severa di solito sono affetti da 2 disordini - ad es. diabete
e ipelipidemia familiare combinata, o iperlipoproteinemia di tipo
III.
Strategie terapeutiche
| Ipercolesterolemia
(Tipo IIa) |
|
C-LDL
elevato (>130 mg/dl)
TG
normali (<200 mg/dl)
|

| |
Riduzione
C-LDL% |
| Statine |
20-60
|
| Resine |
10-30
|
Proseguire con
Se il C-LDL >20 % del goal:
- Usare le satine come prima scelta
- Aggiungere eventualmente la resina
Se il C-LDL<20% del goal:
- Usare la resina come prima scelta, quindi
le statine
Ipercolesterolemia refrattaria
Ruolo della LDL aferesi
La LDL-aferesi rappresenta uno strumento
per trattare i pazienti con forme severe di ipercolesterolemia refrattarie
al trattamento farmacologico convenzionale. Le cause più
frequenti di impiego della LDL-aferesi sono una scarsa tollerabilità
del farmaco da parte del paziente o una risposta terapeutica inefficace
in pazienti ad alto rischio.
LDL-aferesi
Background:
- Sistemi di impiego più comune:
dstrano solfato(Liposorber LA-15, Kaneka)
- Principio simile a quello della plasmaferesi
- L'apo B delle LDL (e VLDL) viene assorbito
su di una colonna di cellulosa contenente destrano solfato
- Autorizzato dal SSN, rimborsabile
- Volume di plasma trattato: 1.5-2 litri
- Durata della seduta: 3-4 ore
- Frequenza di trattamento: due volte al
mese
Costi
- Approssimativamente 2 milioni a seduta
Efficacia
- Riduzione del C-LDL del 70-80% (media
del 40-50% intertrattamento)
- Riduzione di TG e Lp(a) del 30% sensa
riduzioni delle HDL
- Regressione angiografica in studi non
controllati
Indicazioni
Dopo un periodo adeguato di trattamento
con dieta e farmaci la LDL-aferesi è indicata se:
- C-LDL persiste oltre 200 mg/dl in pazienti
con CHD o PVD
- C-LDL persiste oltre 300 mg/dl in pazienti
senza CHD o PVD
 |
Continua ad incoraggiare il paziente
a praticare dieta ed esercizio fisico regolare. Escludi le
cause secondarie o rare (sitosterolemia) di ipercolesterolemia
refrattaria. |
Strategie terapeutiche
| Iperlipidemia
mista (Tipo IIb) |
olemia
(Tipo IIa)lemia (Tipo IIa)
|
C-LDL
elevato (>130 mg/dl)
TG
elevati (>200 mg/dl)
|

| |
Riduzione
LDL e TG |
| Statine |
+++
LDL;+TG
|
| Fibrati |
+++
TG; +LDL
|
 |
Continua ad incoraggiare il paziente
a praticare dieta ed esercizio fisico regolare. |
Trigliceridi >300 mg/dl
Come prima scelta impiegare
- Fibrati (gemfibrozil, fenofibrato, bezafibrato)
Se il C-LDL rimane sopra il goal, aggiungere:
Trigliceridi <300 mg/dl
Come prima scelta impiegare
Se il C-LDL rimane sopra il goal, aggiungere:
- Fibrati (gemfibrozil, fenofibrato)
Strategie terapeutiche
Ip
| Ipertrigliceridemia
(Tipo IV e V) |
|
TG
elevati (>200 mg/dl)
C-LDL
normale (<130 mg/dl)
|

| |
Riduzione
TG % |
|
| Fibrati |
40-80
|
|
| Fish Oil |
15-40
|
|
Se trigliceridi >600
mg/dl:
- Di primaria importanza
la dieta a basso contenuto di calorie e lipidi (<20% dell'introito
calorico totale)
Considerare la terapia farmacologica:
- Fibrati come prima scelta
- Fish oil come seconda
scelta
Valori di TG superiori a 1000 mg/dl espongono
il paziente ad un elevato rischio di pancreatite acuta. In tali
casi 'intervento farmacologico (fibrati) deve essere attuato immediatamente.
Se trigliceridi <600
mg/dl:
- Dieta di fase I e Fase
II
- Fibrati come prima scelta
Nel momento in cui i TG
sono stati corretti, valutare ed eventualmente trattare il C-LDL
Il paziente con ipertrigliceridemia refrattaria
- Rinforzo ulteriore della
dieta. Numerosi pazienti con ipertrigliceridemia severa non rispondono
adeguatamente alla terapia farmacologica fino a quando l'aderenza
alla dieta non è buona. Chiedere la consulenza del dietista.
- Intensificare il trattamento
di eventuali patologie associate, come il diabete.
- Verficare che il paziente
non abusi di bevande alcoliche.
- Determinare il C-LDL:
| -se TG>400 richiedere
la misura diretta |
| -se TG<400 usare
la formula di Friedewald (C-LDL= C-totale - TG/5-HDL) |
- Valutare la necessità di intraprendere
terapia per ridurre C-LDL. Aggiungere statine se C-LDL elevato.
Se TG do solito oltre 300, è utile ottenere una misura
diretta del C-LDL (affidabile anche per TG tra 400 e 1000) per
valutare la risposta alla terapia. Aggiustare la terapia per raggiungere
il goal terapeutico del C-LDL, anche se TG rimangono elevati.
Strategie terapeutiche
| Bassi
livelli di HDL isolati |
|
HDL
basse (< 35 mg/dl)
C-LDL
normale (<130 mg/dl)
|

| |
Aumento
HDL % |
| Fibrati |
5-15
|
| Estrogeni |
10-20
|
Estrogeni
Se il paziente soffre di CHD o è
giovane con una forte storia familiare di CHD:
- Tentare misure non-farmacologiche (riduzione
peso corporeo se obeso, esercizio fisico regoalre)
Considerare anche:
- Se C-LDL elevato, usare le statine per
ridurre il C-LDL a 90-100 mg/dl
- Se TG >200, cosiderare il gemfibrozil
Se il paziente non ha CHD o una storia familiare
positiva per CHD:
- Tentare sempre con le misure non-farmacologiche
- Usare le statine per ridurre il C-LDL
sotto 130-160 mg/dl
- Mancano i dati a sostegno di un beneficio
del trattamento dei bassi valori di HDL in prevenzione primaria
Strategie terapeutiche
Terapia delle dislipidemie
nel diabete mellito
L'ipertrigliceridemia ed i bassi
livelli di HDL possono essere secondari al cattivo controllo glicemico.
Il trattamento della dislipidemia
deve essere associato ad un trattamento intensivo del diabete.
Anche nei diabetici senza CHD,
il rischio cardiovascolare è molto elevato; il goal di C-LDL
<100 mg/dl appare giustificato.


Dieta
La dieta ipolipemizzante e quella
per la cura del diabete sono sovrapponibili.
- Raggiungere e mantenere il peso ideale
- Favorire l'introduzione di carboidrati
complessi e fibre
- Tenere la quota di grassi <30% delle
calorie totali
Farmaci
- Statine: sono i farmaci di prima scelta
per gli elevati livelli di C-LDL
- Fibrati: sono i farmaci di prima scelta
per il trattamento dell'ipertrigliceridemia
- Resine: farmaci di seconda scelta per
gli elevati livelli di C-LDL. Verificare gli effetti gastrointestinali
(stipisi o diarrea) ed escludere la presenza di una neuropatia
autonomica.
Impiego dei farmaci
| Categoria |
Prima
scelta |
Alternativa |
Terapia
mista |
| Ipercolesterolemia |
Resina,
statine |
Fibrati |
Resina+statine
Statine+fibrati* |
| Iperlipidemia
mista |
Fibrati,
statine |
|
Resine+fibrati
Statine+fibrati* |
| Ipertrigliceridemia |
Fibrati |
Statine |
|
*La combinazione di statine e fibrati
deve essere usata con cautela per l'aumentato rischio di miopatia.
Colestiramina
- Questran (polvere, bustine 4 gr.)
- Dose: 1-6 bustine/die (4-24 gr)
- Indicazioni: ipercolesterolemia IIa
Effetti avversi
Non gravi: sapore di sabbia, stipsi
(30% dei casi), meteorismo addominale.
Potenzialmente gravi: acidosi ipocloremica
nei bambini o nei pazienti con insufficienza renale in quanto gli
ioni cloro sono rilasciati nello scambio con gli acidi biliari.
Raramente si può verificare una riduzione dell'assorbimento
di vitamina D ed altre vitamine liposolubili (attenzione nei bambini!).
Controindicazioni:
ipertrigliceridemia, stipsi severa, politerapia (potenziale interferenza
con l'assorbimento di warfarin, digossina, tiroxina, diuretici tiazidici,
acido folico e statine).
Monitoraggio di laboratorio: nessuno.
Efficacia delle resine
(% di modificazione rispetto al basale)
| Dose |
LDLLDL
|
HDLLDL
|
TG
DL
|
| 1 bustina |
-12 |
+2 |
+6 |
| 2 bustine |
-20 |
+3 |
+12 |
| 3 bustine |
-25 |
+5 |
+12 |
| 4 bustine |
-30 |
+5 |
+20 |
Come rendere più facile il loro impiego
Per evitare gli effetti collaterali (soprattutto
gastrointestinali):
- Iniziare con basse dosi (1/2 bustina)
prima del pasto serale. Incrementare la dose (1/2 bustina) ogni
2-3 giorni ed eventualmente aggiungere una dose prima del pranzo.
- Provare con prepearazioni diverse
- Rimedi per la stipsi: blandi lassativi
(tamarine gelatina), maggiore assunzione di acqua,fibre.
- In caso di politerapia assumere gli altri
farmaci 1 ora prima o 4 ore dopo
- Fornire informazioni scritte al paziente
Prima di somministrare le resine attenzione ai seguenti punti.
- I trigliceridi a digiuno superano
250 mg/dl? I trigliceridi potrebbero aumentare ulteriormente
con le resine (+10-15%). Tentare di ridurre i trigliceridi prima
di somministrar le resine.
- Il paziente soffre di stipsi?
Può presentare un peggioramento della stipsi! Considerare
l'uso di fibre, lassativi ecc.
- Il paziente assume altri farmaci?
Suggerire di distribuire i farmaci ed assumerli lontano dalle
resine (1 ora prima o 4 ore dopo).
- Il paziente ha già presentato
insuccesso con l'uso di resine? Il paziente sarà restio
a riprendere le resine. Provare con preparazioni differenti (soluzioni
già pronte, tavolette)
- Il paziente è informato e motivato
sufficientemente? Le informazioni sull'uso e la motivazione
sono di fondamentale importanza per iniziare e mantenere la terapia
con resine.
 |
Resine:
informazioni per il paziente |
Le resine sono sostanze che abbassano i
livelli di colesterolo in quanto si legano al colesterolo intestinale
e ne riducono l'assorbimento.
Come assumerle
- Prova ad assumerle insieme ad altri alimenti.
Un sistema che funziona è quello di unirle a succo di frutta
diluito, mescolarle per 10 min (shaker) e lasciarle riposare in
frigo. Anche il latte o i cereali possono rendere più palatabile
la loro assunzione.
- La dose totale va suddivisa in 2 volte,
subito prima o durante la colazione o la cena.
- Gli altri farmaci vanno assunti 1 ora
prima o 4 ore dopo le resine.
|
1°-3° giorno:
1/2 bustina prima di colazione. Se buona tollerabilità:
4°-6° giorno:
1 bustina prima di colazione. Se buona tollerabilità
aumentare la dose (secondo la prescrizione medica):
7°-9° giorno:
aggiungere 1/2 bustina prima di cena. Quindi:
10° giorno: Oltre
alla bustina del mattino, 1 bustina prima di cena.
Incrementare la dose gradualmente
(fino a 4-6 bustine al dì) secondo la prescrizione
medica.
|
Effetti collaterali
- Stipsi
- Aumento dei gas intestinali, eruttazioni.
- Conttatta il tuo medico se i disturbi
diventano insistenti.
-
Per ulteriori informazioni
 |
Centro
per la Diagnosi e la Terapia delle Dislipidemie
Dipartimento Di Endocrinologia
e Metabolismo
- Ospedale di Cisanello,
Via Paradisa 2; 56100 Pisa. PAdiglione N. 8
|
 |
050-995115; 995117 |
Indicazioni: Ipercolesterolemia
IIa e IIb


Effetti avversi
Disturbi gastrointestinali,
epatite (<1%, a dosi elevate), mialgie, miopatie (dolore muscolare
+ CPK oltre 1000 U/L). L'epatossicità e la miotossicità
sono più frequenti nei pazienti che assumono farmaci metaboliizzati
dal sistema del citocromo P-450. Quattro statine sono metabolizzate
dal citocromo P-450 3A4, la fluvastatina dal P-450 2C9, la pravastatina
è metabolizzata per solfatazione e forse per altre vie.
Farmaci inibenti P-450 3A4
o 2C9 ritardano il metabolismo delle statine:
- antibiotici
- antifungini
- inibitori proteasi HIV
- ciclosporina
Farmaci che inducono P-450
3A4 riducono la concentrazione delle statine:
- barbiturici
- carbamazepina
Warfarin e fluvastatina
sono substrati comuni del citocromo P-450 2C9, il livello del warfarin
può aumentare se i due farmaci sono somministrati contemporaneamente.
Raramente: neuropatia periferica,
disturbi del sonno o della concentrazione (usare statine che non
penetrano nel SNC, come la pravastatina).
NOTA
In data 8 Agosto 2001 la Bayer, azienda
produttrice di cerivstatina, ha ritirato dal mercato tale farmaco
a causa di gravi eventi avversi. Anche in Italia il farmaco è
stato ritirato dal commercio.
I pazienti che attualmente assumono
cerivastatina devono sospederla e passare ad altro trattamento alternativo
su parere medico.
Per ulteriori informazioni
 |
Centro
per la Diagnosi e la Terapia delle Dislipidemie
Dipartimento Di Endocrinologia
e Metabolismo
- Ospedale di Cisanello,
Via Paradisa 2; 56100 Pisa. PAdiglione N. 8
|
 |
050-995115; 995117 |
Controindicazioni
relative
Malattie renali, uso contemporaneo
di farmaci che possono potenziare il danno muscolare (gemfibrozil,
ciclosporina, altri immunosoppressivi), eritromicina.
Controindicazioni
assolute
Epatopatie attive
Monitoraggio di laboratorio
Transaminasi (GOT, SGP), gamma GT, CPK (se
presenti sintomi)
 |
In generale il raddoppio della dose
oltre la minima dose efficace comporta una riduzione ulteriore
del C-LDL del 6%.
Per ridurre la tossicità ed i costi, prescrivere la statina
alla dose più bassa possibile. |
 |
Prima di
iniziare
I trigliceridi sono superiori a 300
mg/dl?
- Sebbene le statine possano ridurre
del 10-40% i trigliceridi, questo si verifica quando i livelli
di trigliceridi non sono molto elevati.
Il paziente è in trattamento
con fibrati o ciclosporina?
- In tal caso somministrare la dose
più bassa di statina e fornire istruzioni al paziente
affinchè sospenda entrambi i farmaci alla comparsa
di mialgie.
Il paziente soffre di epatopatie?
- Le epatopatie attive sono una controindicazione
all'uso di statine.
Il paziente ha una insufficienza renale?
- Alcuni metaboliti delle statine
sono eliminati per via renale; l'insufficienza renale aumenta
il rischio di rabdomiolisi.
Il paziente ha già registrato
insuccesso con statine?
- E' poco probabile che una statina
diversa sia meglio tollerata. La modifica è giustificata
se si sospetta che gli effetti avversi non necessariamente
erano attribuibili alla statina precedente.
|
Differenze e
similarità tra statine

Caratteristiche simili
- Profilo degli effetti avversi (le alterazioni
degli indici di funzione epatica e la maggior parte degli altri
effetti avversi sono dose dipendente)
- Potenziali interazioni con altri farmaci
(fibrati, ciclosporina)
 |
L'atorvastatina è la statina
più efficace nel ridurre il C-LDL; un effetto ipotrigliceridemizzante
modesto si osserva solo ad alte dosi (attenzione agli effetti
epatotossici).
La cerivastatina e la fluvastatina
sono le statine meno potenti.
Nelle forme severe di ipercolesterolemia
appare più indicata l'atorvastina.
Nelle forme lievi di ipercolesterolemia
si possono impiegare fluvastatina e cerivastatina.
Nelle forme moderate scegliere simvastatina,
pravastatina ed atorvastatina (a basse dosi).
Monitorare periodicamente la funzione
epatica con atorvastatina a 40-80 mg/die (a 6 settimane e
a 3 mesi, quindi ogni 3-6 mesi). Con le altre statine controlli
a 6 settimane ed ogni 6 mesi.
I trials clinici hanno dimostrato
che la simvastatina e la pravastatina sono capaci di ridurre
la morbilità e la mortalità cardiovascolare.
|
Indicazioni: Ipertrigliceridemia
tipo IV e V
- I fibrati sono i farmaci più efficaci
per ridurre gli elevati livelli di trigliceridi.
- I pazienti con Tg molto alti spesso hanno
LDL-C basso. Tali livelli possono aumentare durante il trattamento
con fibrati. Se l'incremento è significativo, aggiungere
una dose bassa di statina
- I pazienti con LDL elevate e TG moderatamente
alti, i fibrati possono ridurre il C-LDL.
- I fibrati riducono anche la densità
delle particelle LDL.
- Il trattamento con gemfibrozil riduce
la frequenza di CHD nei pazienti con elevate VLDL e LDL (Helsinki
HS, 1987) ed in prevenzione secondaria in maschi con bassi livelli
di HDL (VA-HIT 1999).
- Una regressione della coronaropatia all'angiografia
è stata dimostrata con bezafibrato e gemfibrozil.

Effetti avversi
Non gravi: epigastralgia, dispepsia, dolori
addominali
Potenzialmente gravi: colelitiasi, miopatia,
epatite, neutropenia
Altri: disfunzione erettile, rush cutaneo.
Per ulteriori informazioni
 |
Centro
per la Diagnosi e la Terapia delle Dislipidemie
Dipartimento Di Endocrinologia
e Metabolismo
- Ospedale di Cisanello,
Via Paradisa 2; 56100 Pisa. PAdiglione N. 8
|
 |
050-995115; 995117 |
Controindicazioni
relative
Epatopatie o nefropaie; calcolosi colecistica;
terapia con statine
Monitoraggio di laboratorio
Dopo 4-6 settimane dall'inizio della terapia
ed ogni 6 mesi controllare transaminasi gammaGT, CPK, emocromo (conta
leucocitaria).
 |
Nelle forme di dislipidemia mista considerare
il fenofibrato come prima scelta.
Nelle forme di ipertrigliceridemia isolata il gemfibrozil è
di prima scelta, soprattutto se coesistono bassi livelli di
HDL. |
 |
Prima di
iniziare
I trigliceridi sono inferiori a 250
mg/dl?
- I fibrati sono indicati pe valori
di trigliceridi più elevati. Rivaluta il livello
di trigliceridi (attenzione al digiuno notturno di 12-13
ore prima del prelievo ematico!).
I livelli di C-LDL superano i goals?
- Tra i fibrati il fenofibrato presenta
un effetto maggiore nel ridurre il C-LDL. Ma tieni presente
la possibilità di aggiungere una statina a bassso
dosaggio.
Il paziente è in trattamento
con statine o ciclosporina?
- In tal case usa una dose bassa
di statina ed informa il paziente che dovrà interrompere
il farmaco in caso di dolore muscolare. Usare il fenofibrato
a basse dosi e con cautela nei pazienti in trattamento con
ciclosporina.
Il paziente ha una epatopatia o una
insufficienza renale grave?
- I fibrati sono escreti soprattutto
dal rene; la tossicità è maggiore per clearance
della creatinina <50 ml/min.
|
| Associazioni
farmacologiche |
 |
Gli effetti ipolipemizzanti di farmaci
diversi sono additivi |
| |
La combinazione di farmaci riduce
gli effetti tossici se si impiegano a basse dosi.
Le statine ed i fibrati possono essere
prescritte insieme con cautela. L'incidenza di miopatia grave
(ma reversibile!) è 1-3%. Si consiglia di impiegare
le statine a basse dosi (pravastatina, lovastatina e fluvastatina
<40 mg; simvastatina e atorvastatina <20 mg).
Porre attenzione all'eventuale presenza
di insufficienza renale e a terapie concomitanti (ciclosporina).
Associazioni
tra farmaci ipolipemizzanti
|
| Statine |
+ |
Resine |
| Statine |
+ |
Fibrati |
| Resine |
+ |
Fibrati |
- La supplementazione dietetica con fibre
solubili, quali guar gum e pectina, fibre vegetali, comporta una
riduzione del C-LDL del 5-10%.
- Il sistostanolo, uno sterolo vegetale
(presente nella margarina), inibisce l'assorbimento intestinale
di colesterolo.
- Gli acidi grassi della serie omega-3
possono ridurre i trigliceridi del 30 alla dosegiornaliera di
3 gr e del 50% alla dose di 9 g.
- Nelle donne in post-menopausa, la terapia
orale con estrogeni riduce il C-LDL di circa il 10% ed incrementa
il C-HDL del 15%. Comunque, il rischio di trombosi venosi si triplica
e non si registra una riduzione dell'incidenza di malattia coronarica.
- Le donne con livelli di trigliceridi
oltre 300 mg/dl dovrebbero essere trattate con estrogeni transdermici.
Note
C.U.F. sulla prescrizione
Il testo della Nota n^ 13
Specialità per le quali è
valida questa nota Classe A limitatamente all'indicazione:
ipercolesterolemie familiari. Le ipercolesterolemie familiari sono
malattie metaboliche, su base genetica, caratterizzate da elevati
livelli di colesterolo plasmatico: - nell'adulto, colesterolo totale
>= 290 mg/dL e/o colesterolo LDL >= 200 mg/dL; - in età
prepubere, colesterolo totale >= 250 mg/dL e/o colesterolo LDL
>= 175 mg/dL.
Tali valori devono essere rilevati a seguito di due determinazioni,
dopo aver rigorosamente attuato le specifiche misure igienico-dietetiche
(dieta a basso tenore lipidico, in particolare grassi saturi e colesterolo)
per almeno tre mesi ed escluse le forme secondarie.
Per la diagnosi deve, inoltre, essere soddisfatto almeno uno dei
seguenti criteri aggiuntivi:
- valori di colesterolo totale >=
290 mg/dL e/o colesterolo LDL >= 200 mg/dL in un parente di primo
grado (genitori, figli, fratelli); in età prepubere, rispettivamente
>= 250 e >=175 mg/dL;
- infarto miocardico e/o evento vascolare maggiore in altri distretti,
nel paziente o in un parente di primo grado (genitori, figli, fratelli),
prima dei 55 anni nell'uomo e dei 60 nella donna;
- xantomatosi tendinea;
- documentazione di alterazioni recettoriali su base genetica.
L'indicazione è estesa, limitatamente alla PRAVASTATINA
e alla SIMVASTATINA, a pazienti che iniziano la terapia prima dei
75 anni con documentato pregresso infarto miocardico o pregresso
intervento di rivascolarizzazione miocardica (intervento di bypass
o angioplastica coronarica) in presenza di valori di colesterolemia
totale superiore a 210 mg/dL o di colesterolemia LDL superiore a
130 mg/dL riscontrati dopo almeno tre mesi di dieta.
Si segnala che la riduzione del rischio globale è legata
anche alla riduzione di altri fattori di rischio coronarico (fumo,
ipertensione, sedentarietà, dieta, ecc.) e sembra legata
all'entità della riduzione della colesterolemia. Pertanto
l'adesione alla dieta va rafforzata costantemente anche dopo l'inizio
della terapia farmacologica. Principi attivi: Fluvastatina, Pravastatina,
Simvastatina, Atorvastatina, Cerivastatina. La nota 13 inizialmente
limitava il rimborso dei farmaci ipocolesterolemizzanti solo in
caso di ipercolesterolemie familiari, definite da elevati valori
di colesterolemia e dalla presenza di altri 2 criteri aggiuntivi.
Nel frattempo la pubblicazione di due importanti ricerche di prevenzione
secondaria con la simvastatina (lo studio 4S [1]) e con la pravastatina
(lo studio CARE [2]) avevano imposto una revisione nella nota. Nella
prima ricerca dopo un follow-up di 5,4 anni si era ottenuta una
riduzione della mortalità dall'11,5% all'8,2% (con una riduzione
del rischio assoluto del 3,3%), una riduzione della mortalità
cardiaca dall'8,5% al 5,0% (con una riduzione assoluta del 3,5%)
e una riduzione di interventi di rivascolarizzazione (bypass o angioplastica
coronarica) dal 18,8% al 14,1% (con una riduzione assoluta del 4,7%).
Al momento dell'arruolamento i pazienti di età compresa tra
21 e 75 anni avevano una colesterolemia compresa tra 210 e 310 mg/dL.
Nella seconda, dopo un follow-up di 5 anni si era ottenuta una riduzione
della mortalità cardiaca dal 5,7% al 4,6% (con una riduzione
assoluta dell'1,1%) e una riduzione di interventi di rivascolarizzazione
(bypass o angioplastica coronarica) dal 18,8% al 14,1% (con una
riduzione assoluta del 4,7%). Al momento dell'arruolamento i pazienti
di età compresa tra 21 e 75 anni avevano una colesterolemia
minore di 240 mg/dL.
Da una recente metanalisi (3) veniva ulteriormente confermata l'efficacia
della riduzione della colesterolemia, anche in pazienti con colesterolemia
inferiore a 250 mg/dL e si confermava il concetto che è necessario
ridurre il colesterolo plasmatico del 10-20% per ottenere una riduzione
significativa di eventi coronarici maggiori e della mortalità.Si
è pertanto ritenuto che ci fossero sufficienti elementi scientifici
per poter consentire la rimborsabilità della simvastatina
e della pravastatina ai pazienti affetti da malattia coronarica
e con colesterolemia maggiore di 210 mg/dL o colesterolo LDL maggiore
di 130 mg/dL. In particolare, data l'importanza della dieta e del
pericolo che la terapia farmacologica possa distogliere l'attenzione
dei medici curanti e dei pazienti da un adeguato controllo dietetico
è stato deciso di enfatizzare nella nota il ruolo della dieta.
Si è deciso infine che, nonostante una indubbia affinità
di classe della fluvastatina, dell'atorvastatina e della cerivastatina,
la mancanza di dati sperimentali adeguati e specifici non consentisse
l'estensione anche a queste tre molecole della rimborsabilità
per la prevenzione secondaria. Conseguentemente per questi farmaci
la rimborsabilità è limitata alle ipercolesterolemie
familiari. Dalla nota è stata eliminata la colestiramina
che d'ora in poi è rimborsabile senza limitazioni, in quanto
la sua indicazione prevalente è il controllo del prurito
nella colestasi intra o extra epatica.
1) The Scandinavian Simvastatin Survival Study Group. Randomised
trial of cholesterol lowering in 4444 patients with coronary heart
disease. The Scandinavian Simvastatin Survival Study. Lancet 1994;
344: 1383-9.
2) Sacks FM, et al. The effect of pravastatin on coronary events
after myocardial infarction in patients with average cholesterol
levels. Cholesterol and Recurrent Events Trial investigators. N.
Engl. J. Med. 1996; 335: 1001-9.
3) Marchioli R, et al. Meta-analysis, clinical trials, and transferability
of research results into practice. The case of cholesterol-lowering
interventions in the secondary prevention of coronary heart disease.
Arch Intern Med 1996; 156:1160-72.
Da I farmaci del servizio sanitario nazionale Anno 1 n.1/2001:
La carta del rischio cardiovascolare
*
per
i pazienti con cardiopatia ischemia
*
per i soggetti che non
hanno avuto un evento cardiovascolare
CUF: CHIARIMENTI SU NOTA 13
La Cuf ha fornito alcuni chiarimenti sulla interpretazione della
Nota 13, che regola gli impieghi delle statine, farmaci per
il trattamento della ipercolesterolemia. A riportare il testo integrale
del ''chiarimento interpretativo'' della Commissione Unica del Farmaco
e' una nota del ministero. ''La Nota 13 -spiega la Cuf- e' stata
il frutto di un confronto ripetuto con rappresentanti degli Ordini
dei Medici, Farmindustria, Associazioni dei farmacisti e ospedalieri
e delle Regioni. Sul testo vi e' stato un approfondito dibattito
e la sua versione finale ha ricevuto un assenso di fondo da parte
dei soggetti interessati''.
La Cuf ribadisce che tutte le statine sono ammesse alla rimborsabilita'
nel trattamento della ipercolesterolemia, non considerata come tale,
ma nel contesto di un profilo di rischio cardiovascolare globale.
Le carte di rischio costituiscono uno strumento semplice, sia pure
approssimativo, di lavoro. Il medico scegliera' il principio attivo
secondo le caratteristiche cliniche del singolo paziente ed in base
ai dati che provengono dagli studi clinici controllati, gia' riportati
nelle motivazioni della nota stessa.
Per quanto riguarda le suddette carte di rischio - conclude il comunicato
- si e' scelto fra quelle validate e pubblicate. Da parte della
Cuf c'e' comunque sempre stata consapevolezza della necessita' di
un profilo di rischio cardiovascolare specifico per la popolazione
italiana. Appena sara' prodotta e pubblicata una carta italiana
del rischio nei soggetti senza pregressi eventi cardiovascolari,
vi sara' la disponibilita' della Cuf ad adottarla e diffonderla
fra i medici (redazione, 8.3.01)
Il Ministero della Sanità - Dipartimento Generale per la
valutazione dei medicinali e la farmacovigilanza Commissione Unica
del Farmaco - ha diffuso il seguente comunicato stampa:
"La Nota 13 è stata il frutto di un confronto ripetuto
con rappresentanti degli Ordini dei Medici, Farmindustria, Associazione
dei Farmacisti privati e ospedalieri, Regioni. Sul testo vi è
stato un approfondito dibattito e la sua versione finale ha ricevuto
un assenso di fondo da parte dei soggetti interessati.
La CUF ribadisce che tutte le Statine sono ammesse alla rimborsabilità
del trattamento della ipercolesterolemia, non considerata come tale,
ma nel contesto di un profilo di rischio cardiovascolare globale.
Le carte di rischio costituiscono uno strumento semplice, sia pur
approssimativo, di lavoro. Il medico sceglierà il principio
attivo secondo le caratteristiche cliniche delsingolo paziente ed
in base ai dati che provengono dagli studi clinici controllati già
riportati nelle motivazioni della nota stessa.
Per quanto riguarda le suddette carte di rischio si è scelto
fra quelle validate e pubblicate.
Da parte della CUF c'é comunque sempre stata la consapevolezza
della necessità di un profilo cardiovascolare specifico per
la popolazione italiana. Pertanto appena sarà prodotta e
pubblicata una carta italiana del rischio nei soggetti senza pregressi
eventi cardiovascolari vi sarà la disponibilità della
CUF ad adottarla e diffonderà fra i medici."
Comunicato CUF Nota 13 del 10 maggio 2001
In seguito ad alcuni dubbi in merito alla prescrizione dei medicinali
a base di statine nell'ipercolesterolemia non corretta dalla sola
dieta - in soggetti a rischio elevato di un primo evento cardiovascolare
maggiore e in pazienti con cardiopatia ischemica - la CUF ribadisce
in modo esplicito quanto segue:
"tutte le statine sono ammesse alla rimborsabilita' nel
trattamento della ipercolesterolemia, non considerata come tale,
ma nel contesto di un profilo di rischio cardiovascolare globale.
Le carte di rischio costituiscono uno strumento semplice, sia pure
approssimativo, di lavoro. Il medico scegliera' il principio attivo
secondo le caratteristiche cliniche del singolo paziente e in base
ai dati che provengono da studi clinici controllati gia' riportati
nelle motivazioni della nota stessa.
Il riferimento alla scheda tecnica della nota 13 non differenzia
le varie statine in ordine alla rimborsabilita' in quanto l' ipercolesterolemia
come componente di una valutazione globale del rischio e' ricompresa
nelle schede tecniche di tutte le statine.
Il commento alla nota e i riferimenti ai risultati degli studi
clinici forniscono una chiave di lettura scientifica, culturale
(e non regolatoria) per meglio orientare le scelte sulla base dei
dati disponibili".
| Guida
alla applicazione della nota 13 |

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